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AlpFeed

PROGETTO

RISULTATI OTTENUTI

Allo scopo di valutare l’importanza della corretta applicazione di alcune tecnologie tipiche della farming precision, sulla sostenibilità tecnico-economica e sulla tutela ambientale è stata condotta una sperimentazione dimostrativa nell’ambito di un progetto PSR (mis.16) della Regione Veneto dal titolo “ALPFEED: applicazione tecnologica dimostrativa per l’ottimizzazione della dieta dei bovini da latte in area prealpina.”

Tale sperimentazione prevedeva l’analisi dell’impatto della corretta preparazione degli unifeed con l’impiego di tecnologie innovative, quali l’impiego di carri miscelatori dotati di strumenti NIR portatili (Polispec NIR), sulle prestazioni quali-quantitative di vacche da latte, sul benessere animale, sul bilancio economico e sull’entità di rilascio di azoto nell’ambiente.

A riguardo sono state individuate due aziende presenti in Val Belluna (BL), poste a circa 300 m di altitudine e che detenevano rispettivamente 100 e 35 vacche in lattazione di cui l’80% era di razza Frisona e la quota rimanente di razza Bruna. Gli unifeed erano formulati secondo gli attuali criteri di razionamento e composti da insilati di mais e di erba, con l’aggiunta di fieni e di concentrati energetico-proteici e con le adeguate aggiunte di sali minerali e vitamine. La prova si è svolta nell’arco di un anno suddiviso in 4 periodi, due dei quali (1° e 3°), le aziende preparavano gli unifeed secondo le loro usuali procedure e con i propri carri miscelatori (sistema tecnologico aziendale). Nei due periodi invece sperimentali la preparazione delle razioni veniva effettuata, utilizzando gli stessi alimenti per qualità e quantità impiegati nei periodi di controllo, con appositi carri miscelatori dotati di NIR portatili (Polispec NIR) in grado di misurare l’omogeneità chimico fisica e la lunghezza di trinciatura degli unifeed in fase di miscelazione (Fig.1,2) e con la seguente sequenza di carico: foraggi secchi, insilati d’erba, concentrati e silomais (sistema tecnologico innovativo).
In tutti e quattro i periodi, settimanalmente negli unifeed preparati, sono stati controllati l’indice di omogeneità, la lunghezza di trinciatura, il grado di selezione dopo due ore dalla distribuzione e inoltre la produzione di latte e l’insorgenza di patologie. Infine due volte al mese sono state verificate la digeribilità delle diete e la qualità del latte prodotto compresa quella di tipo caseario.

Fig.1: carro miscelatore sperimentale con NIR applicato sul cassone
Fig.2: cruscotto la misura del grado di omogeneità raggiunto dall’unifeed durante la preparazione. Al raggiungimento dell’omogeneità desiderata, il carro smette di miscelare.
Informatore zootecnico n. 20/2020

Con il progetto AlpFeed (Psr Veneto) la tecnologia va a supporto dell’allevamento della vacca da latte in zone collinari e montane. Analizzato l’impatto della preparazione degli unifeed con l’aiuto di strumenti NIR portatili sulle performance latte, sul benessere animale, sul bilancio economico e sul rilascio di azoto nell’ambiente.

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Alpfeed: ottimizzare la razione delle vacche da latte in zone prealpine
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Risultati e considerazioni
Caratteristiche chimiche delle diete

La composizione delle chimica delle diete somministrate nei diversi periodi, erano molto simile e del tutto comparabile a quanto attuato nelle aziende di tipo intensivo della pianura.

SISTEMA TECNOLOGICO
Aziendale Innovativo
Sostanza secca (%) 51,4 50,7
Proteina grezza 14,5 14,8
NDF 35,1 34,8
Amido 24,2 24,9
Indice di omogeneità, lunghezza degli unifeed e indice di selezione

Statisticamente differente è risultato invece l’indice di omogeneità, poiché con il sistema innovativo sono osservati unifeed caratterizzati da una maggiore costanza di composizione chimica (proteine, NDF, amido) e di dimensioni delle particelle nel cumulo distribuito lungo tutta la mangiatoia.
Inoltre con le nuove modalità di preparazione delle razioni si è evidenziata una minore lunghezza di trinciatura e soprattutto un inferiore indice di selezione dei nutrienti, da parte delle vacche al momento dell’ingestione, a conferma di una migliore azione del sistema innovativo sull’adesività tra particelle lunghe e quelle corte.

SISTEMA TECNOLOGICO
Aziendale Innovativo
Indice di omogeneità (n°) 62 b 72 a
Lunghezza media (mm) 6,3 α 5,8 β
Indice di sezione (n°) 41 a 31 b
a,b:P<0,01 α,β:P<0,05
UNIFEED
OTTIMIZZATI

Da queste evidenze, pertanto, la modificata sequenza di carico degli alimenti e la misura dell’omogeneità durante le fasi di miscelazione, hanno consentito di somministrare alle vacche, unifeed più consoni a soddisfare il bisogno primario per ottimizzare l’attività ruminale ovvero far ingerire all’animale contemporaneamente tutti i componenti alimentari della dieta.

Consumi e produzioni

Conseguentemente a differenti stagionalità dei parti nei periodi considerati, la media dei giorni medi di lattazione è risultata inferiore di circa il 10% nelle fasi in cui si adottava il sistema tecnologico aziendale rispetto a quelle con il sistema innovativo.
Questa diversa lunghezza, ha influito sull’ingestione di sostanza secca avendo riscontrato consumi rispettivamente di 24,3 e di 23,0 kg ss /capod per i sistemi aziendale e innovativo.

SISTEMA TECNOLOGICO
Aziendale Innovativo
Giorni medi di lattazione (d) 186 b 204 a
Consumi di s.s. (kg/capod) 24,3 α 23,0 β
Produzione di latte (kg/capod) 28,3 28,4

Composizione latte:

proteine (%) 3,32 3,33
grasso (%) 3,94 3,96
a,b : P<0,01 α,β P<0,05
QUALITÀ
DEL PRODOTTO

La differente ingestione non ha influito sulla quantità nè sulle caratteristiche qualitative e casearie del latte prodotto, con un conseguente miglioramento dell’efficienza alimentare con il sistema innovativo poiché è stata conseguita la medesima produzione di latte della tesi aziendale con una minore ingestione di sostanza secca.

Digeribilità degli unifeed (%)

La superiore efficienza è da attribuire in buona parte alla migliore digeribilità degli unifeed preparati con le nuove tecnologie che, come rilevabile in Tab.4, sono risultati più digeriti in termini di sostanza secca, di proteine e soprattutto di amido. Questi andamenti sono da imputare con ogni probabilità, agli effetti prodotti dall’equilibrata e contemporanea ingestione di tutti i nutrienti delle razioni sull’attività dei microrganismi ruminali e dovuti alla più elevata omogeneità e minore grado di selezione degli unifeed della tesi “innovativo”.

SISTEMA TECNOLOGICO
Aziendale Innovativo
Sostanza secca 59,1 δ 62,4 γ
Proteina grezza 56,6 δ 62,8 γ
NDF 41,3 41,2
Amido 95,6 b 97,9 a
a,b P< 0,01 γ,δ:P<0,10
Efficienza alimentare ed economica

Nel complesso il sistema tecnologico innovativo ha migliorato significativamente l’efficienza alimentare, intesa come rapporto fra latte prodotto e ingestione di sostanza secca, del 6% e permesso di conseguire una superiore convenienza, espressa come differenza tra ricavo dalla vendita di latte e costo alimentare (IOFC), di 0,53 € / vaccad

SISTEMA TECNOLOGICO
Aziendale Innovativo
Efficienza alimentare (kg latte/kg ss) 1,16 α 1,23 β
IOFC (°) (€ vacca/d) 7,56 b 8,09 a

(°) Income Over Feed Costs. a,b P<0.01

Incidenza di alcune patologie (% per vacca presente)

La somministrazione degli unifeed del sistema innovativo hanno tendenzialmente ridotto l’incidenza di mastiti e di dismetabolie nelle vacche, comportando di fatto un migliore benessere metabolico sanitario degli animali.

SISTEMA TECNOLOGICO
Aziendale Innovativo
Mastiti 0,21 0,12
Dismetabolie 0,14 0,09
Impatto ambientale

Infine l’adozione di tecnologie in linea con la precision farming ha permesso di ridurre del 15% la quantità di azoto escreto con un conseguente beneficio per la tutela ambientale, poiché a parità di latte prodotto si è rilevata una minor quota di azoto immessa nell’ecosistema.

SISTEMA TECNOLOGICO
Aziendale Innovativo
Feci prodotte (kg ss/ capod) 9,79 α 8,52 β
Azoto nelle feci (% N/ s.s.) 2,48 2,45
Azoto escreto (kg/vacca anno) 89,3 a 76,2 b
a,b:P< 0,01 α,:P<0,05
UNIFEED CONTROLLATO:
OTTIMIZZAZIONE DEL PROCESSO

In conclusione l’adozione di tecnologie innovative basate sull’impiego di carri miscelatori dotati di NIRS portatili come il Polispec, in aziende presenti anche in aree complesse come quelle montane, consente di preparare unifeed in grado di meglio soddisfare le esigenze nutrizionali delle vacche in produzione, con favorevoli ripercussioni sull’efficienza economica aziendale senza alterare le caratteristiche qualitativo-casearie del latte.
Inoltre migliora il benessere animale e riduce l’impatto ambientale per la minore emissione di azoto nell’ecosistema a parità di produzione di latte.